Grotte del Bussento e Oasi WWF, Morigerati

Il fiume Bussento, che nassce dal versante meridionale del Monte Cervati, in prossimità di Caselle in Pittari si inabissa in un colossale inghiottitoi per riapparire, dopo aver percorso il suo viaggio nelle viscere della terra, pochi chilometri più a sud, sotto l’abitato di Morigerati. L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco. La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta. Da qui si entra con una stretta scaletta in pietra e si oltrepassa il profondo e spettacolare canyon, scavato dal fiume, con due ponticelli in legno. All’esterno, poi, il fiume offre delle suggestive vedute lungo la gola, dove acque limpide e fresche dormano, scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate.

Grotte di Castelcivita

Le grotte mostrano un paesaggio incantevole. La forza dell’erosione carsica sui calcari del Cretacico superiore (periodo coincidente con la scomparsa dei dinosauri) è qui documentata in tutta la sua maestosa potenza. Reperti fossili testimoniano che le grotte costituiscono un primo e sicuro rifugio per l’uomo nel Paleolitico superiore (circa 40.000 anni fa). Esse sono un susseguirsi di gallerie, saloni, strettoie e pozzi, che danno vita a forme uniche nel loro genere: la Sala del Castello, la Sala del Coccodrillo, la Sala degli Ortaggi, la Pagoda sono alcuni esempi. A pochi chilometri dalle grotte ed aggrappata ad uno sperone roccioso, Castelcivita domina la sottostante vallata del Calore.

Grotte di Pertosa-Auletta

Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni, le Grotte si snodano in una suggestiva serie di cuniculi ed antri, fino a terminare in tante “sale” naturali, tutte con una caratteristica diversa. Le Grotte di Pertosa-Auletta sono costituite da tre rami pressoché paralleli di cui quello più settentrionale ospita il percorso turistico, mentre gli altri due costituiscono i settori ipogei più marcatamente speleologici. Il ramo più meridionale, denominato Ramo della sorgente, è attraversato per tutto il suo sviluppo del fiume Negro, un corso d’acqua perenne, che riemerge in superficie all’ingresso della grotta. Sono le uniche grotte ad essere attraversate da un fiume sotterraneo. Studi recenti hanno portato alla luce testimonianze sia di età ellenistico-romana sia di età protostorica.