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Intervista a Radio News 24

  • Ciao, Dicci chi sei e di cosa ti occupi.
    Io sono Graziano Leone uno dei fondatori del paese delle vacanze che si occupa di gestione di case vacanze, turismo e esperienze ad Acquavella fraz. Del Comune di Casal Velino situato nel Cilento. Con me ci sono Francesca Leone e Piero Papa, ed abbiamo scelto di restare ed investire, con affetto e coraggio, dico con coraggio perché Acquavella come tutti i paesini del sud Italia ha subito negli anni una spopolamento.
    Il Paese delle Vacanze – Acquavella nasce appunto dalla volontà di ridare vita alle case dove sono cresciuti i nostri nonni e di omaggiare le nostre origini.
  • Parlaci un pò di Acquavella, Borgo del Cilento

Acquavella è un piccolo borgo del Cilento con 500 abitanti, il paese è situato su una soleggiata collina e questo rende il clima perfetto in ogni periodo dell’anno. Da ogni punto si può ammirare l’azzurro del mare, che dista solo pochi km, e le verdi montagne facilmente raggiungibili, anche praticando sport. Fa parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che vanta numerosi punti di interesse: il parco archeologico di Paestum e Elea-Velia, la capitale mondiale della dieta mediterranea Pioppi, il Monte Gelbison con il suo santuario e tante località balneari, tra le più note Palinuro, Camerota, Acciaroli e Castellabate. Si possono visitare le gole del calore, visitare Roscigno vecchia andare da gli amici di Trentinara, fare il Volo dell’Angelo e tanto tanto altro che noi ogni giorno proponiamo ai clienti e a chi decide di affidarsi a noi.

  • Ora parlaci di questo fantastico progetto

Il nostro obiettivo è far vivere una vacanza al turista in cui potrà conoscere a pieno le nostre tradizioni e nello stesso tempo godere delle meraviglie del Cilento. Deve essere più che una vacanza un’esperienza, proponiamo un turismo
lento. Tra le attività più apprezzate della scorsa stagione c’è la visita guidata e degustazione di prodotti tipici cilentani presso l’azienda Agricola “L’Arenaro”, famosa per la lavorazione del Cacioricotta di capra presidio Slow Food,
i partecipanti hanno avuto davvero la possibilità di mungere in prima persona capra, assaggiare il latte caldo appena munto. Ricordo che un bambino vedendo la nostra amica Maria Carmela spiegare tutto il processo, molto stupito perché era convinto che il latte venisse prodotto dal supermercato sotto casa e invece della capra non aveva conoscenza. Ecco
l’obiettivo è questo, arricchire la conoscenza di chi visita il Cilento e fargli scoprire le tradizioni, i sapori e i suoni.

Poi ancora proponiamo escursioni in barca, passeggiate a cavallo, la vendemmia, la raccolta delle olive, corso di cucina tradizionale. Non ci fermiamo solo all’affitto delle abitazioni ma vogliamo che il cliente diventi un amico degli abitanti del paese. Che parli con i vecchietti ascoltando la loro storia e innamorandosi di tutto ciò. I Vecchietti curiosi, vedendo un “forestiero” come li chiamano, gli chiederanno sicuramente “r’addonne vieni?” (da dove vieni?), la risposta avrà poca importanza ma di sicuro nascerà un’amicizia.

  • Cosa vi augurate per il futuro?

Quest’estate abbiamo avuto grandi soddisfazioni, molteplici le prenotazioni ricevute, da ogni parte d’Italia e del mondo. Il nostro obiettivo è far conoscere questa piccola realtà e rendere felici i nostri ospiti.

Capelli di Venere, Casaletto Spartano

A circa un chilometro dal centro abitato di Casaletto Spartano, paese di origine medievale, si trova l’Oasi Capello, un luogo suggestivo, che con il fiume Rio Casaletto e la cascata Capelli di Venere, offre un paesaggio affascinante; la pace, il silenzio e le sue acque, rendono il luogo di una bellezza unica. Il nome deriva dai rivoletti delle cascate la cui acqua scende sottile e perpendicolare creando l’aspetto di una chioma. L’acqua che sgorga dalla cascate, crea un gioco di luci, rifrazioni e bagliori con l’acqua, muschio e vapore. Numerosi sono i sentieri che collegano Casaletto Spartano e la frazione Battaglia, come quello religioso delle “Rocche”, i quali attraversano luoghi incontaminati consentendo di osservare il Rio di Casaletto e i numerosi mulini lungo il suo corso.

I monti Alburni e l’Antece

I monti Alburni, da “albus”, così denominati per la presenza delle bianche rocce di origine calcarea che ne caratterizzano la parte settentrionale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il versante meridionale presenta una conformazione meno acclive, che lascia spazio a estese faggete, pascoli e piani carsici, interrotti qua e là da imponenti “manifestazioni” di natura carsica, con grotte abitate fin raggiati. Particolarmente interessanti sono la presenza di betulle, abeti bianchi, tassi e agrifogli. In questi boschi immensi vive la variegata famiglia dei picchi, con il raro picchio nero, picchio rosso maggiore e picchio verde, vatico e il gracchio corallino. Nei piccoli ruscelli è possibile osservare la salamandra pezzata e l’ululone del ventre giallo, mentre tra le alghe dei vecchi pozzi, vivono nascosti i tritoni crestati e il tritone italiano. A tre chilometri da Sant’Angelo a Fasanella si giunge a Costa Palomba, dove sorgeva un villaggio fortificato dell’età del bronzo. Nel luogo più elevato c’è la straordinaria scultura rupestre dell’Antece raffigurante un guerriero, o forse una divinità, rivolta verso il sole al tramonto. La scultura è di eccezionale interesse e la sua dotazione viene fatta oscillare tra l’epoca dell’insediamento e il IV secolo a.C.

Affondatore di Vallivona, Sanza

L’Affondatore di Vallinova, uno dei fenomeni carsici più importanti del meridione d’Italia, si trova sul versante sud occidentale del Monte Cervati ad una quota di 1100 m. slm. Era una grotta di attraversamento he raccoglieva le acque d’alta quota che, scorrendo sul flysh miocenico presente, raggiungevano il portale nel quale si inabissavano per riaffiorare a Varco la Peta e Montemenzano. Questo corso d’acqua era in realtà l’alta via del Bussento che ha lasciato traccia del suo percorso nei condotti fossili posti al di sopra di quelli attivi. Negli anni ’70 vengono costruiti una diga ed una galleria artificiale lunga circa 200 m, per drenarne le acque, e dalla quale si accede all’area.

La Valle delle orchidee, Sassano

Delle 72 specie di orchidee presenti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ben 63 si possono trovare in una piccola valle alle pendici orientali del Monte Cervati, nel comune di Sassano. In nessun’altra area del Parco esiste una simile concentrazione di specie e per questo motivo il luogo è conosciuto come la Valle delle Orchidee. Agli inizi della primavera qui si può osservare un’incredibile varietà di forme e di colori: dai fiori di Orchis italica a quelli di Orchis simia; da quelli di Ophys apifera a quelli di Orchis papilionacea. Lungo la strada che da Sassano conduce alla Valle si trova una interessante stazione di betulla, specie rara per il territorio del Parco.

Grava di Vesalo, Laurino

Scavando un bel ponte medievale ad arco, a valle del centro storico di Laurino, si aggiunge la chiesa di Sant’Elena, in località Gorgonero, dove una sorgente immette le sue acque del fiume Calore. Proprio qui inizia la risalita della solitaria e selvaggia Valle Soprana, tra le guglie rocciose dello Scanno del Tesoro, tra vecchi casolari e splendidi boschi di faggio. Alla fine della valle, in una piccola conca erbosa circondata da faggi, si apre una profonda e spettacolare voragine Grava di Vesalo, l’inghiottitoio entro cui scompare il torrente Milenzio. È uno dei tanti fenomeni carsici prodotti sulle rocce calcaree presenti nell’interna area. Un percorso alternativo per raggiungere la grava è la strada al di sotto dell’abitato di Laurino, sterrata solo nell’ultimo tratto.

Gole del fiume Calore, Fellito

Nel tratto tra i paesi di Felitto e Magliano Nuovo il fiume Calore raggiunge l’apice della sua spettacolarità. Qui il fiume va ad infiltrarsi tra pareti rocciose, acclivi che ricadono direttamente nel letto fluviale. Sul Calore è possibile fare torrentismo, canoa, kajak, trekking. Nei mesi di luglio e agosto si possono praticare anche escursioni in pedalò. Principali emergenze: ponti medievali schiena d’asino, la grotta di “Bernarno”, emergenze botaniche e geologiche.

Grotte del Bussento e Oasi WWF, Morigerati

Il fiume Bussento, che nassce dal versante meridionale del Monte Cervati, in prossimità di Caselle in Pittari si inabissa in un colossale inghiottitoi per riapparire, dopo aver percorso il suo viaggio nelle viscere della terra, pochi chilometri più a sud, sotto l’abitato di Morigerati. L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco. La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta. Da qui si entra con una stretta scaletta in pietra e si oltrepassa il profondo e spettacolare canyon, scavato dal fiume, con due ponticelli in legno. All’esterno, poi, il fiume offre delle suggestive vedute lungo la gola, dove acque limpide e fresche dormano, scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate.

Grotte di Castelcivita

Le grotte mostrano un paesaggio incantevole. La forza dell’erosione carsica sui calcari del Cretacico superiore (periodo coincidente con la scomparsa dei dinosauri) è qui documentata in tutta la sua maestosa potenza. Reperti fossili testimoniano che le grotte costituiscono un primo e sicuro rifugio per l’uomo nel Paleolitico superiore (circa 40.000 anni fa). Esse sono un susseguirsi di gallerie, saloni, strettoie e pozzi, che danno vita a forme uniche nel loro genere: la Sala del Castello, la Sala del Coccodrillo, la Sala degli Ortaggi, la Pagoda sono alcuni esempi. A pochi chilometri dalle grotte ed aggrappata ad uno sperone roccioso, Castelcivita domina la sottostante vallata del Calore.