Grotte di Castelcivita

Le grotte mostrano un paesaggio incantevole. La forza dell’erosione carsica sui calcari del Cretacico superiore (periodo coincidente con la scomparsa dei dinosauri) è qui documentata in tutta la sua maestosa potenza. Reperti fossili testimoniano che le grotte costituiscono un primo e sicuro rifugio per l’uomo nel Paleolitico superiore (circa 40.000 anni fa). Esse sono un susseguirsi di gallerie, saloni, strettoie e pozzi, che danno vita a forme uniche nel loro genere: la Sala del Castello, la Sala del Coccodrillo, la Sala degli Ortaggi, la Pagoda sono alcuni esempi. A pochi chilometri dalle grotte ed aggrappata ad uno sperone roccioso, Castelcivita domina la sottostante vallata del Calore.

Grotte di Pertosa-Auletta

Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni, le Grotte si snodano in una suggestiva serie di cuniculi ed antri, fino a terminare in tante “sale” naturali, tutte con una caratteristica diversa. Le Grotte di Pertosa-Auletta sono costituite da tre rami pressoché paralleli di cui quello più settentrionale ospita il percorso turistico, mentre gli altri due costituiscono i settori ipogei più marcatamente speleologici. Il ramo più meridionale, denominato Ramo della sorgente, è attraversato per tutto il suo sviluppo del fiume Negro, un corso d’acqua perenne, che riemerge in superficie all’ingresso della grotta. Sono le uniche grotte ad essere attraversate da un fiume sotterraneo. Studi recenti hanno portato alla luce testimonianze sia di età ellenistico-romana sia di età protostorica.